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sabato, 17 maggio 2008

Non sono né un artista né un poeta.
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube,
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi mai si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine,
la mia fame e la mia sete.
La calamità è che la nube, la mia realtà,
anela di udire qualcunaltro che dica:
<<Non sei solo in questo mondo
ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu>>.


giovedì, 15 maggio 2008
Arriva l'estate - arrivano le vacanze!
O t r a n t o

Otranto
Sulla punta più ad est dell’Italia, a circa 30 km da Lecce, sorge l’antica Hydruntum, prima colonia magno-greca poi municipium romano. Fu per un lungo periodo il centro politico, culturale e commerciale del Salento, denominato “Terra d’Otranto”. Prima della distruzione ad opera dei turchi nel 1480, durante le dominazioni bizantina e normanna, la città conobbe periodi di grande importanza, come testimoniano le numerose bellezze storico-artistiche.
Otranto, punto di incontro di diverse culture e crocevia tra il Mediterraneo e l’Oriente, si sviluppa su uno sperone roccioso a picco sul mare.
Oltre a soddisfare le richieste del turismo balneare, offre notevoli spunti per una vacanza orientata al paesaggio, alla storia e alla cultura. Passeggiando nella parte più antica si subisce il fascino millenario di un borgo racchiuso dalle mura aragonesi, con case bianche e stradine lastricate di pietra viva che convergono verso la bellissima cattedrale, la più grande fra le chiese pugliesi, caratterizzata dall’imponente rosone rinascimentale con influenze artistiche gotico-arabe. Come testimonianza della tragica battaglia del 1480, nella cattedrale sono inoltre conservati i teschi dei cittadini decapitati. Altrettanto suggestivo il castello, ampliato dagli aragonesi per implementare la struttura difensiva esistente. Per gli amanti delle origini, infine, da non perdere la grotta dei Cervi a Porto Badisco, (purtoppo non è visitabile) con i suoi dipinti rupestri risalenti al Neolitico.

lunedì, 12 maggio 2008
LACRIME ZINGARE
Mi hai incatenato,
mi hai spinto nelle case
con marmo oro e legni preziosi,
ma non hai preso
il mio cuore,
corre leggero e libero
verso boschi e fuochi e fumo:
cuore zingaro.
Mi hai reso cieco,
mi hai ostruito lo sguardo
con case muri e parole,
ma non hai spento
i miei occhi,
guardano oltre i confini
vedono cieli nuvole e stelle:
occhi zingari.
Mi hai sorriso,
mi hai legato a te
con mani gesti e promesse,
ma non hai saputo asciugare
le mie lacrime,
piangono il mio popolo
che è senza patria:
lacrime zingare.

sabato, 10 maggio 2008

Prendimi per mano
Mammina, quante ,
dolci piccole stelle!
Ma le piante
sono come le belve
accovacciate! Un'ombra si muove
piano, piano.. .
Dove sei, mamma?
Prendimi per mano.
Un passo leggero
ci segue. Uno sconosciuto
muove le fronde...
Si nasconde come per farci spavento?
È il vento.
Non è vero, cammina?
È il vento.
Le stelle sembrano
lontane lontane...
Di là dalle stelle, che ci sarà
Mammina, prendimi per mano
Auguri a tutte le mamme del mondo.

giovedì, 08 maggio 2008

Spesso sogniamo ciò che non abbiamo non dando il giusto valore alle cose e agli affetti che ci circondano.
Dovremo solo riuscire ad aprire di più gli occhi, guardando meglio le cose e le persone, sentendole anche con il cuore.
La più grande perdita che potremmo avere è ....lasciarci morire dentro... mentre viviamo.

lunedì, 05 maggio 2008
Animali maltrattati
A volte si sentono notizie che fanno rabbrividire, che ci fanno chiedere quanto sia realmente umano l'essere umano. Sono notizie che riguardano non solo il rapporto tra gli uomini, ma anche quello con gli animali, frequentemente vittime senza voce destinate a subire l'incredibile efferatezza di certi esseri immeritevoli di essere considerati persone.
Il dramma, stavolta, è accaduto pochi giorni fa' ad Isola del Liri, in località Carnello, a pochi chilometri da Frosinone. Un cucciolo di cane meticcio, adottato dagli abitanti del luogo, è stato legato per le zampe posteriori e arso a testa in giù al rogo di un falò. Creduto morto, è stato trascinato dai suoi carnefici per la strada, per poi essere gettato in un cespuglio, come un rifiuto, come un giocattolo vecchio che non diverte più. Il povero cane è stato ritrovato miracolosamente ancora in vita da alcuni abitanti della zona ed è stato immediatamente sottoposto alle cure d'emergenza del veterinario e di alcuni volontari di un'associazione per la tutela degli animali. Sembra che riuscirà a salvarsi, ma le cure saranno lunghe e dolorose: il cagnolino presenta tremende scottature sul muso e sul resto del corpo, per le quali sono previsti mesi di assistenza per un recupero quantomeno dignitoso. Su questa vicenda di incredibile brutalità stanno indagando i carabinieri di Isola del Liri: si ipotizza che i colpevoli siano i membri di un gruppo di teppisti della zona. Per noia, per divertimento, per intolleranza estrema, per mancanza di rispetto, per crudeltà innata hanno ridotto in fin di vita un povero animale che ha avuto la sfortuna di incrociare la loro strada.
Se state pensando che questo sia un caso isolato, vi assicuro che così non è: un altro cane, pochi giorni prima, era stato dato alle fiamme in Valtellina, nella frazione di Carona di Teglio. Nottetempo qualcuno si era addentrato nel giardino in cui la povera bestiola si trovava: l'anziano padrone è stato svegliato dalle tremende urla di dolore del cane avvolto dalle fiamme. A nulla sono valsi i soccorsi, l'animale non è sopravvissuto: si pensa che sia stata una vendetta nei confronti del suo padrone.
Ma da dove viene tutta questa violenza intorno a noi. Come fanno delle persone giovane compiere dei gesti cosi atroce. Voi che pensate??

venerdì, 02 maggio 2008

Sasso rosa Sasso blu
Era un giorno d’autunno perduto nel tempo
camminavo in un parco spazzato dal vento
mentre stavo sognando un vecchietto passò
e dalla sua vecchia mano qualcosa cascò
era un piccolo scrigno a due passi da me
ma perché la lasciato cadere perché
ho seguito il fantasma sparito laggiù
lo chiamato ma invano non c’era già più
era forse un tesoro caduto per me
io lo presi tremando e lo scrigno da se, si aprì
c’erano solo due sassi e non c’era di più
due minuscoli sassi uno rosa uno blu
ero triste perché dopo tanto mistero
il tesoro sognato era meno di zero
nello scrigno però c’è piegato un biglietto
ed il cuore mi batte più forte nel petto
sono li che lo apro e già canto vittoria
stavolta ci siamo ho in mano la gloria
niente filtro d’amore o tesoro lontano
ne regina di cuori che mi offre la mano
ne magia che mi porti lontano da qui
solo un povero foglio con scritto così
prendi questi due sassi non ho niente di più
due minuscoli sassi uno rosa uno blu
gli ho raccolti per te su una stella filante
che guida l’amore da ponente a levante
se violenza e menzogna tu avrai per compagne
queste pietre per te peseranno montagne
ma se invece rincorri i più alti ideali
queste pietre vedrai ti daranno le ali
resta giovane e pazzo vincerai la battaglia
meglio un uomo di carne che un uomo di paglia
me ne vado a morire e l’erede sei tu
dei miei piccoli sassi uno rosa uno blu
ecco un lampo e io vedo con grande chiarore
che i due sassi hanno perduto il loro colore
due minuscoli sassi uno rosa uno blu
ho vissuto ho sognato, non lo ricordo più

mercoledì, 30 aprile 2008

1 Maggio
Il 1 Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
"Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" fu la parola d'ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.
Le origine
Dal congresso dell'Associazione internazionale dei lavoratori - la Prima Internazionale - riunito a Ginevra nel settembre 1866, scaturì una proposta concreta: "otto ore come limite legale dell'attività lavorativa".
A sviluppare un grande movimento di lotta sulla questione delle otto ore furono soprattutto le organizzazioni dei lavoratori statunitensi. Lo Stato dell'Illinois, nel 1866, approvò una legge che introduceva la giornata lavorativa di otto ore, ma con limitazioni tali da impedirne l'estesa ed effettiva applicazione. L'entrata in vigore della legge era stata fissata per il 1 Maggio 1867 e per quel giorno venne organizzata a Chicago una grande manifestazione. Diecimila lavoratori diedero vita al più grande corteo mai visto per le strade della città americana.
Nell'ottobre del 1884 la Federation of Organized Trades and Labour Unions indicò nel 1 Maggio 1886 la data limite, a partire dalla quale gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare più di otto ore al giorno.

domenica, 27 aprile 2008

Fermati un attimo
Ogni attimo passato non ritorna
Gli esseri umani non sanno sempre apprezzare la vita , la quintessenza di se stessi che è stata donata.
Qualcuno pensa di considerare la vita come il dono più prezioso.
Se nell’oscurità qualcuno ci aggredisce dicendo:- La borsa o la vita!- allunghiamo subito la borsa.
Se la questione si presenta così nell’emergenza di scelta allora ovviamente scegliamo di vivere altrimenti spesso senza nemmeno accorgersene la vita si spreca, non le si dà la giusta importanza, si vive troppo immersi nelle piccole avversità del quotidiano, ci si fa troppo prendere dal particolare, dalle minuzie e non si pensa in grande, si sviliscono gli attimi fuggevoli e si lasciano scappare.
Il problema è che ogni attimo passato non ritorna .
Solo se ci si trova con le spalle al muro allora ci si ferma e si capisce.
Il problema è diventare coscienti e non sperperare i propri giorni inseguendo soddisfazioni e vantaggi che non potranno mai essere importanti quanto lo è la vita stessa.
Per guadagnare di più, per il piacere di mostrare, di pavoneggiarsi, per apparire o inseguire un successo quante sono le persone che sprecano la loro vita e non si fermano a rifletterne il valore e la veloce fuggevolezza.
Nella bilancia interiore di fronte al poco che si concretizza in questo breve viaggio dobbiamo ricordare e riflettere con molta attenzione su tutti i momenti perduti, su tutto quello che avremmo potuto dire o fare e che abbiamo lasciato purtroppo per sempre.
(web)

venerdì, 25 aprile 2008

Generale
Generale, il tuo carro armato è una macchina potente. Spiana un bosco e sfracella cento uomini. Ma ha un difetto, ha bisogno di un carrista.
Generale il tuo bombardiere è potente. Vola piu rapido di una tempesta e porta piu di un elefante. Ma ha un difetto, ha bisogno di un meccanico.
Generale, l'uomo fa di tutto. Può volare e può uccidere. Ma ha un difetto, può pensare.
(Bertold Brecht)

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