Arriva un tempo per tutto e per me

è arrivato il tempo di salutarvi. Vado

al mare. Mi mancherete tutti e spero

di ritrovarvi tutti di nuovo qui a settem-

bre. Un abbraccio a tutt e buon estate

 

 

sussurrato da:   zingara1   |   domenica, 05 luglio 2009   alle ore   16:45
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categoria:estate

Test Finlandese

Questo test è usato in Finlandia per selezionare uomini e donne che devono essere reclutate nell'esercito. E' un test molto semplice che serve per determinare eventuali problemi psicologici dei candidati. Guardate attentamente i cerchi. In ogni cerchio c'è un numero. Se vedete tutti i sei numeri vuol dire che siete sani, se invece non individuate qualche numero significa che avete qualche tara... sotto all'immagine è riportata la tabella con i rispettivi deficit relativi a ciascun cerchio.
test

Se non vedi il numero nel cerchio 1: Hai una personalità aggressiva e conflittuale, e il tuo cervello richiede molta concentrazione anche per svolgere le semplici attività quotidiane.

Se non vedi il numero nel cerchio 2: Sei un tipo tranquillo, ma la tua pigrizia non ti consente di svolgere un lavoro all'interno dell'esercito.

Se non vedi il numero nel cerchio 3: Sei un tipo goloso, troppo goloso. Potresti al massimo lavorare all'interno delle Cucina della caserma.

Se non vedi il numero nel cerchio 4:Sei un sadico e non hai paura del dolore.

Se non vedi il numero nel cerchio 5: Sei un omosessuale latente e cerchi di nascondere in ogni modo la tua attrazione verso le persone del tuo stesso sesso!

Se non vedi il numero nel cerchio 6: Sei schizofrenico. Si consiglia un urgente trattamento psichiatrico.

 

Qual è il risultato?

haha Nr. 5.....allora io sarei omosessuale.

                         

sussurrato da:   zingara1   |   venerdì, 03 luglio 2009   alle ore   14:23
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categoria:test

sto rimandando il mio trasferimento al mare

da settimana in settimana e alla fine il mare lo

sento soltanto in canzoni.......hahaha

              

               Salvatore Adama    -   Mare                        

                                             



Mare,
sdraiato da millenni sotto il sole,
chissà gli amori che hai fatto sbocciare
e, come il mio, ne avrai visti finire.

Mare,
ti bacia il vento come fossi un fiore
e qualche volta ti fa anche arrabbiare
poi, forse stanco, torni a risposare.

Mare,
che dai da vivere anche al pescatore
coi tuoi riflessi e luci di lampare
chissà quanti occhi avrai fatto sognare.

Mare,
se Dio ti desse il modo di parlare
ne avresti storie tu da raccontare
di naufraghi, corsari e di avventure
finiti in fondo al mare.

Mare,
cristalli di rugiada sotto sale,
solleticato da leggere vele
che, come un bimbo, fermo non sai stare.

Mare,
vorrei aver più tempo per restare
perché anche se non parli sai ascoltare,
ti lascio i miei problemi in fondo al mare.

Mare,
un ultimo saluto, devo andare,
ci rivedremo ancora, ci puoi giurare
e un nuovo amore nascerà, vedra!

No no no no no….

sussurrato da:   zingara1   |   mercoledì, 01 luglio 2009   alle ore   16:39
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categoria:musica

Ce sempre un gran parlare della

felicità. Ma cosa è in realtà

 

felicita' Pictures, Images and Photos

La felicità consiste nel provare quello che c'è di bello nella vita. Si tratta di un’abilità individuale, e non di un’eventualità del destino: tutti possono essere felici se imparano a capire come si fa ad esserlo. Infatti, per vivere una vita felice è necessario essere capaci di godere di ciò che già si ha.  La felicità non va ricercata nel futuro, ma nel presente, perché non dobbiamo dimenticare che il nostro attuale presente è il futuro che immaginavamo per noi qualche tempo fa. Molti dei nostri desideri sono stati realizzati, ambiziosi traguardi sono stati raggiunti…Ma siamo forse per questo ‘Felici’ ora? La risposta, sono sicura, è ‘no’, o meglio ‘ancora no’. Ognuno di noi ha qualcosa che ancora gli manca per essere felice: il matrimonio, un lavoro, la carriera, la casa, la laurea, la vacanza…L’evasione dal presente, l’incapacità di prendere decisioni, la tendenza alla procastinazione determinano l’idealizzazione del proprio futuro, che intanto diventa il presente e la storia continua. La felicità, sempre rimandata all’indomani, continua a sfuggire alla nostra esistenza, nell’illusione che qualche forza magica, soprannaturale o anche proveniente da qualche misteriosa area del proprio sé possa finalmente risvegliarsi e risolvere per incanto tutti i problemi. A volte l’infelicità deriva dalla sensazione di non avere o non avere abbastanza, di ciò che è necessario per vivere bene. Molto spesso si tratta di bisogni indotti dall'ambiente sociale ed in particolare da quei ‘persuasori occulti’ che, con logiche sottili ed ingannevoli, cercano di condizionarci nelle scelte e soprattutto nei consumi.

La verità è che, se vogliamo essere felici, possiamo esserlo immediatamente, perché la felicità non è nel futuro, ma nel momento presente: non conta quanto abbiamo, ma quanto riusciamo a godere di quello che possediamo.

E’ inutile trascorrere la vita inseguendo il successo, la fama, i soldi e il potere: mentre lottiamo e competiamo per raggiungere tutto ciò, ci allontaniamo inevitabilmente dai nostri valori e ci rendiamo schiavi di un sistema che da noi vuole sempre di più e sempre di meglio. Solo concentrandoci sul processo anziché sul risultato, allontanandoci dalla competizione e dalle illusioni condizionanti coniate ad arte dagli strateghi della comunicazione, potremo ritrovare la gioia nelle piccole cose della vita quotidiana e ritornare ad impostare la vita secondo i nostri valori.

Infine un’ultima considerazione: solo l’essere umano comprende il senso della morte, perché è nel pacchetto delle sue conoscenze, sin da quando era bambino. La consapevolezza della propria sicura fine lo spaventa e per dimenticare questa paura tenta di esorcizzarla tentando di non pensarci. E’ un comportamento infantile, un meccanismo di difesa basato sulla negazione. La morte esiste e dunque tanto vale tenerne conto. Se la vita deve essere breve, facciamo almeno che sia lieta e lasciamo i tormenti, le angosce, le competizioni, gli accumuli, a quelli che pensano di non dover morire mai.

Tu sei felice???

 

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sussurrato da:   zingara1   |   domenica, 28 giugno 2009   alle ore   17:36
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categoria:felicita

Canzoni contro la guerra.....

non sono mai inutile finchè

ci saranno le guerre............

                          Bob Dylan

                            

CON DIO DALLA NOSTRA PARTE
With God on our side

Parole e musica Bob Dylan

Il mio nome non conta niente e
La mia età ancora meno
Il paese dal quale vengo 
è chiamato Midwest
Sono cresciuto lì e mi hanno insegnato
ad obbedire alle leggi
E che il paese in cui vivo
ha Dio dalla sua parte.
I libri di storia lo dicono
E lo dicono così bene
La cavalleria caricava
E gli indiani cadevano
La cavalleria caricava
E gli indiani morivano
Ma il Paese era giovane
con Dio dalla sua parte. 
La guerra ispano-americana
Ha fatto il suo tempo
Ed anche la guerra civile
E' stata presto dimenticata
Ed i nomi degli eroi
Li ho imparati a memoria
Con i fucili nelle loro mani
E Dio dalla loro parte.
La prima guerra mondiale, ragazzi
È iniziata e finita
La ragione per cui combattere
Non l'ho mai capita
Ma ho imparato ad accettarla
Ad accettarla con orgoglio
Perché non conti i morti
Quando hai Dio dalla tua parte. 
 
Quando hai Dio dalla tua parte. 
 
Quando la seconda guerra mondiale
Si concluse
Noi perdonammo i tedeschi
E poi ne diventammo amici
Anche se ne hanno ammazzato 6 milioni
Li hanno bruciati nei forni
Anche i tedeschi adesso
Hanno Dio dalla loro parte.
Ho imparato ad odiare i russi
Nel corso della mia intera vita
Se un'altra guerra incomincerà
Saranno loro da combattere
da odiare e da temere
Per correre e nasconderci
Ed accettare tutto coraggiosamente
Con Dio dalla nostra parte.
Ma adesso abbiamo armi
con polvere chimica
E se saremo costretti a fare fuoco
Fuoco dovremo fare
Uno premerà il bottone
E farà saltare il mondo intero
E non devi mai fare domande
Quando Dio è dalla tua parte.
Per molte oscure ore
Ho pensato a questo
Che Gesù Cristo
Fu tradito da un bacio
Ma io non posso pensare per voi
Solo voi dovete decidere
Se Giuda Iscariota
Aveva Dio dalla sua parte.
Adesso devo andarmene
Ho una stanchezza infernale
La confusione che provo
Non c'è lingua che possa descriverla
Le parole riempiono la mia testa
E cadono sul pavimento
Se Dio è dalla nostra parte
Fermerà la prossima guerra
sussurrato da:   zingara1   |   venerdì, 26 giugno 2009   alle ore   11:14
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categoria:musica

Tanoressia, una malattia per i patiti dell' abbronzatura

  
Più che patiti si parla adesso di malati dell’abbronzatura. Gli esperti hanno infatti coniato un nuovo termine, la “tanoressia“, da tan "abbronzatura" in inglese e anoressia.
Il dermatologo Matteo Cagnone di Ravenna, presidente dell’Irdeg (Istituto di Ricerca e cura di Dermatologia Globale) spiega: “E’ una dispercezione corporea: come l’anoressico non si vede mai abbastanza magro, cosi’ il tanoressico ritiene di non essere mai sufficientemente abbronzato, un eccesso che porta alla dipendenza da abbronzatura”.
In seguito continua: “Questo disturbo si fonda sul sentimento di insicurezza del sé corporeo che va dal colore della pelle, alla magrezza, alla massa muscolare. Quasi una predisposizione neurobiochimica che porta il tanoressico ad abbronzarsi ad ogni costo”.

Ricordiamo che l’Italia, si posizioni agli ultimi posti nell’Unione Europea in fatto di prevenzione e sensibilizzazione sui pericoli di una errata esposizione al sole, causa principale di tumori cutanei fotoindotti.

Secondo il dermatologo la persona tanoressica è in genere una donna magra, tra i 16 e i 40, residente al nord, disidratata per la dieta e per l’eccessiva esposizione al sole, continuamente insoddisfatta del proprio aspetto.
sussurrato da:   zingara1   |   mercoledì, 24 giugno 2009   alle ore   18:21
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categoria:salute

              

Se la nota dicesse...

Se la nota dicesse: non è una nota che fa

 la musica
...non ci sarebbero le sinfonie.
Se la parola dicesse: non è una parola che può fare

una pagina
...non ci sarebbero i libri.
Se la pietra dicesse: non è una pietra che può

alzare un muro
...non ci sarebbero case.


Se la goccia d’acqua dicesse: non è una goccia d’acqua

che può fare un fiume
...non ci sarebbe l’oceano.
Se il chicco di grano dicesse: non è un chicco di grano

 che può seminare un campo
...non ci sarebbe la messe.
Se l’uomo dicesse: non è un gesto d’amore che può

 salvare l’umanità
...non ci sarebbero mai né giustizia né pace, né dignità

né felicità sulla terra degli uomini.

Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota
Come il libro ha bisogno di ogni parola
Come la casa ha bisogno di ogni pietra
Come l’oceano ha bisogno di ogni goccia d’acqua
Come la messe ha bisogno di ogni chicco
d’umanità intera ha bisogno di te,
qui dove sei,
unico,
e perciò insostituibile.

 

sussurrato da:   zingara1   |   domenica, 21 giugno 2009   alle ore   16:19
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categoria:riflessioni

PENSIERO
Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità.
Sigmund Freud


 

Buon fine settimana a tutti

sussurrato da:   zingara1   |   sabato, 20 giugno 2009   alle ore   16:33
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categoria:saluti

Visibile ed invisibile

Un ponte tra visibile e invisibile,
tra corpo e mente, tra materia e coscienza

Si dice che il mondo invisibile sia più reale di quello visibile e che non si possa negare la sua esistenza, solo perché non si riesce a vederlo con i limitati 5 sensi umani.

 

Voi....cosa pensate?


sussurrato da:   zingara1   |   mercoledì, 17 giugno 2009   alle ore   15:54
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categoria:riflessioni

                                                           

 

L’UOMO CHE AMAVA LE STELLE
C’era una volta un uomo così sognatore che aveva trascorso gli anni, i mesi, le ore insomma ogni istante, ogni secondo non a vivere le cose del mondo,ma solamente a contare le stelle lontanissime, splendenti e belle e poi le annotava su un quaderno voluminoso senza concedersi mai un po’ di riposo.Ce n’erano a cinque punte, a sei, a sette(erano tutte comunque perfette)e ce n’era qualcuna così piccolina da non avere neanche una sola puntina.

Luccicavano tremule nel firmamento e solo guardandole lui era contento:nessun’altra cosa gli stava a cuore nè gli procurava gioia o dolore.Per poterle osservare con più precisione si era fatto costruire un alto torrione(e così in alto arrivava che le nuvole oltrepassava.Quella scala di corsa saliva giorno per giorno la vita fuggiva e lui sempre lì, a contemplare le stelle che sfavillavano irraggiungibili e belle:gli sembravano quasi dei fiori d’argento e d’oro, non di altri colori,sbocciati in un prato blu come il mare ma non li poteva cogliere e nemmeno annusare.Al principio arrivava in men che non si dica in cima e gli pareva lieve la sua fatica,ma ora era fragile e tutto bianco e ad ogni gradino sempre più stanco,però seguitava ancora a contare le stelle luminose, gelide e belle.Le guardava brillare nel cielo nero e del loro incantesimo era prigioniero,ma un giorno alla fine si arrese,dall’evidenza sconfitto e compre siche il tempo non gli sarebbe bastato a completare ciò che aveva iniziato:non sarebbe riuscito a contare tutte le stelle,che scintillavano insensibili e belle,anche se, tra le più grandi e le più piccoline,gliene mancavano solo poche dozzine,perché i suoi occhi si erano spenti e più non distingueva le stelle lucenti.Ora poteva solo immaginarle col rimpianto nel cuore sognarle.
Sentì che se ne andava ormai la sua vita e prima che fosse del tutto finita con un filo di voce, accorata e sincera,rivolse al Cielo una preghiera.
E adesso è il custode di quell’azzurro giardino, finalmente è così vicino a quei fiori d’oro che non serve annaffiare che, non solo li vede, ma li può toccare.

                        

sussurrato da:   zingara1   |   domenica, 14 giugno 2009   alle ore   19:07
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categoria:racconti per rifflettere

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